Rapsodia Minore – Recensione

Scheda

Titolo: Rapsodia Minore

Autore: Andrea Bucci

Casa editrice: Edizioni Tabula Fati

Anno: 2019

Genere: Poesia

ISBN: 978-88-7475-740-4

Prezzo (Euro): 9

N. Pagine: 88

Rapsodia Minore

Il periodo di quarantena che stiamo vivendo ci dà se non altro il piccolo vantaggio di avere più tempo da dedicare alle letture e, perché no, a scrivere recensioni.

Era da tempo che avevo in mente di parlarvi di “Rapsodia Minore”, la silloge di Andrea Bucci; è una raccolta che – assieme ad altre di cui vi ho già parlato – ha l’ulteriore merito di avermi fatto riscoprire la poesia, che avevo poco frequentato negli ultimi tempi.

Bucci non è un esordiente della Tabula Fati, ma finora la sua opera era incentrata sulla saggistica, con “Divulgare la mente”, libro sospeso tra filosofia e comunicazione. “Rapsodia Minore” è stato quindi una piacevole sorpresa; delle poesie spesso molto brevi, quasi dei bozzetti che però trattano in modo semplice ed immediato grandi temi legati alla vita di ognuno di noi.

Il linguaggio usato da Bucci è immediato e naturale, ma non in senso negativo; è anzi un gran pregio quello di comunicare concetti importanti con un lessico così accessibile.
Anche lo stile è misurato ed essenziale, nonostante l’assiduo ricorso a figure retoriche – l’anafora, l’epifora ma a tratti anche la rima – che arricchisce e non appesantisce la narrazione in versi del poeta.

I temi sono quelli classici dei grandi interrogativi esistenziali, e forse non è un caso che l’autore usi spesso la formula della domanda, esprimendo i suoi dubbi sul tempo e i sentimenti. Non sono però dubbi fini a sé stessi, quelli di Bucci, ma grandi domande che sottintendono una ricerca interiore che – forse – non avrà mai fine.

Sono risposte provvisorie e forse sfuggenti, quelle a cui giunge l’autore, ma a cui è un piacere arrivare, guidati da versi che hanno una loro distinta musicalità. Una suggestione evocativa ed essenziale che, lungi dal volere fugare dubbi esistenziali, finisce per aprire ancora nuove questioni nella mente del lettore.

Vi consiglio la lettura di “Rapsodia Minore”, riportandovi alcuni versi che mi hanno colpita:

“Nei tuoi passi viandante
l’andare del giorno
che nulla possiede
e ha solo da dare.
Di figure retoriche
il tuo pensiero si tinge
a ogni passo poesia
a ogni passo un sorriso.”

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