Marco Attilio Regolo e la Prima Guerra Punica
Non si quietano le mie bizzarre incursioni nella Roma Repubblicana, oggi vi racconto di Marco Attilio Regolo, un uomo che per alcuni è stato un eroe, per altri un esimio baccalà. Signore e signori, mi direte la vostra!
Siamo nel bel mezzo della Prima Guerra Punica. I Romani combattono i Cartaginesi, che sono tosti, ricchi e pieni di elefanti. Attilio Regolo, console e comandante militare, guida una spedizione in Africa contro Cartagine e inizialmente le cose vanno alla grande: vittorie, bottino, gloria. Poi però – colpo di scena – viene catturato. Sì, proprio lui, il generale romano tutto d’un pezzo, finisce prigioniero dei Cartaginesi.
La prigionia e il ritorno a Roma
A questo punto i nemici gli fanno una proposta apparentemente vantaggiosa: “Torna a Roma, proponi la pace al Senato e poi, se rifiutano, prometti che tornerai qui, da prigioniero. E già che ci sei portaci un paio di forme di pecorino di quello buono e la ricetta per la coda alla vaccinara”. Ora, a questo punto uno dovrebbe pensare che i connazionali di Annibale sono degli idioti totali, ma si sa, non c’è mai limite al peggio.
Attilio Regolo torna a Roma, entra in Senato – fin qui niente di strano – prende la parola e dice più o meno: “Non fate la pace. Cartagine è stremata, possiamo vincere. Pensate un po’, i Cartaginesi mi hanno anche chiesto di tornare da loro.”

Attilio Regolo fa ritorno a Cartagine, da un dipinto di Andries Cornelis Lens
Virtù romana e destino finale
In Senato si ride, si sbeffeggia e si attende un plateale gesto dell’ombrello. Che non arriva. “E sì, adesso torno indietro, come promesso, meglio che mi sbrigo che tra poco devo fare il check in.”
Panico. Il Senato gli implora di restare. La sua famiglia piange. Ma lui niente, è irremovibile (e ragionevole) come un blocco di basalto da 500 tonnellate. Attilio Regolo riparte per Cartagine da solo, sapendo benissimo cosa gli accadrà e tutto soddisfatto della propria virtù. Ah, la virtù, parola come poche altre foriera di sciagure.
Secondo la leggenda, una volta rientrato, Regolo viene fatto secco con un una certa creatività: lo ficcano a viva forza in una botte irta di chiodi e poi lo fanno rotolare giù da un dirupo. Che drittone, eh?