La colonia scomparsa di Roanoke

La colonia scomparsa di Roanoke

19 Dicembre 2025 Off di Anna Maria Pierdomenico

Nel 1590, quando John White tornò a Roanoke, in quella che oggi è la Carolina del Nord, trovò solo il silenzio. La colonia inglese, fondata tre anni prima, era scomparsa nel nulla. Nessun segno di lotta, nessun corpo, solo un inquietante indizio: la parola Croatoan incisa su un albero.

Le origini della colonia

Roanoke era stata il primo tentativo inglese di stabilire un insediamento permanente nel Nuovo Mondo. Nel 1587, White aveva lasciato 115 coloni, tra cui sua figlia e la nipote Virginia Dare, la prima bambina inglese nata in America. Costretto a tornare in Inghilterra per rifornimenti, White rimase bloccato per anni a causa della guerra con la Spagna. Al suo ritorno, la colonia era svanita.
Gli insediamenti precedenti sull’isola, finanziati da Sir Walter Raleigh, avevano già mostrato difficoltà nel mantenere rapporti stabili con le popolazioni locali, segnando il destino fragile dell’impresa.

Fortificazioni del sito storico nazionale ricostruito di Fort Raleigh

Fortificazioni del sito storico nazionale ricostruito di Fort Raleigh – https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=15761726

Le principali teorie

Le teorie abbondano: alcuni credono che i coloni si siano integrati con la vicina tribù Croatoan, altri ipotizzano che siano stati massacrati da tribù ostili o da esploratori spagnoli. Alcuni sostengono che siano morti di fame o malattie, mentre altri evocano spiegazioni più oscure, legate a superstizioni e maledizioni.
Gli storici considerano plausibile anche una migrazione verso l’interno, forse verso l’area dell’attuale Chesapeake Bay, dove gli inglesi avevano inizialmente progettato di stabilirsi.

Un enigma ancora aperto

Nonostante ricerche archeologiche e analisi storiche, il destino dei coloni resta un enigma. I resti della loro presenza si sono dissolti nella storia, lasciando solo la parola incisa sull’albero, come un messaggio incompleto di una storia mai raccontata fino in fondo.
Due siti — noti come “Sito X” e “Sito Y” — hanno restituito reperti attribuibili al periodo, ma senza conferme definitive sulla sorte dei coloni.

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