L’ultimo re di Roma: Tarquinio il superbo

L’ultimo re di Roma: Tarquinio il superbo

28 Novembre 2025 Off di Anna Maria Pierdomenico

Si conclude  la mia scombinata saga sui sovrani di Roma, oggi tocca a Tarquinio il Superbo, la cui storia ci insegna come far sparire un tiranno e vivere felici.

Un governo arrogante e autoritario

Se c’è un modo sicuro per farsi odiare da tutti, Tarquinio il Superbo lo ha trovato. Ultimo re di Roma, si è guadagnato il suo soprannome non certo per il portamento regale, ma per il suo carattere autoritario, arrogante e, diciamocelo, non proprio lungimirante.
Arrivato al potere nel modo più classico dell’epoca – ovvero facendo fuori il predecessore, suo suocero Servio Tullio – non si è nemmeno sforzato di fingersi un buon sovrano. A decidere è solo lui, via il Senato, via le assemblee, via qualsiasi riferimento ai diritti civili – a no, lo confondo con un altro – e se qualcuno osa protestare, scatta la repressione. Insomma, una ricetta perfetta per il disastro.

Durante il suo regno, però, non si limita a governare da solo: accentra ogni potere e gestisce la città come un patrimonio personale, imponendo lavori forzati ai cittadini. Tra le grandi opere che porta avanti c’è la costruzione del Tempio di Giove Capitolino, uno dei progetti più monumentali dell’epoca, finanziato anche con tributi imposti alle città latine.

Tarquinio il superbo, da un dipinto di Lawrence Alma-Tadema.

Tarquinio il superbo, da un dipinto di Lawrence Alma-Tadema.

La crisi e la rivolta

La sua politica estera, almeno, è più efficace: espande i domini romani e rafforza il controllo sul Lazio. Ma la sua sete di potere lo porta a umiliare chiunque incontri, anche gli alleati, seminando rancore ovunque. Rafforza anche la sua posizione attraverso matrimoni politici, come quello tra sua figlia e Ottavio Mamilio di Tuscolo, alleato fondamentale nel tentativo fallito di riconquistare Roma.

La goccia che fa traboccare il vaso è un evento tragico e simbolico: la violenza subita da Lucrezia per mano di suo figlio Sesto Tarquinio. La donna si toglie la vita dopo aver denunciato l’ingiustizia, e il suo gesto accende la rivolta.
Lucio Giunio Bruto, fino a quel momento considerato uno di poco conto, diventa il leader della ribellione. Il popolo e l’esercito si schierano contro Tarquinio, che si ritrova senza amici e senza trono. Il re tenta di riprendersi Roma con l’aiuto degli Etruschi, ma viene sconfitto a Lago Regillo. Anche il successivo tentativo di ottenere sostegno da Porsenna, re di Chiusi, non gli restituisce il potere.

Busto di Lucio Giunio Bruto

Busto di Lucio Giunio Bruto

La fine della monarchia

E così finisce la monarchia a Roma. Con Tarquinio il Superbo si chiude l’era dei re e nasce la Repubblica. Una bella lezione su come non governare: troppo potere accentrato e troppo poco rispetto per chi ti circonda.
E il risultato? Un biglietto di sola andata per l’esilio.

Scopri anche

La mia pagina Facebook