Tarquinio Prisco, il quinto re di Roma
C’è un detto che dice: “Roma non fu fatta in un giorno”. Ma se fosse stato per lui, Tarquinio Prisco probabilmente ci avrebbe almeno provato.
La sua storia comincia lontano da Roma, nella ricca città etrusca di Tarquinia, quando ancora il suo nome è Lucumone.
Lucumone e Tanaquil: un futuro da costruire
Lucumone è ambizioso e sveglio, ma Tarquinia gli sta stretta: è figlio di un immigrato greco, e i nobili etruschi lo snobbano, quindi sua moglie Tanaquil, che ha un carattere piuttosto deciso, prende in mano la situazione e si mette a preparare i bagagli.
“Amore, qui non ci apprezzano. Andiamo a Roma, lì la gente in gamba può fare carriera!”
Come molte mogli, ha perfettamente ragione.

Tanaquil, dipinto di Domenico Beccafumi, (1519)
L’arrivo a Roma e l’ascesa al trono
Arrivati in città, Lucumone cambia nome in Tarquinio (che fa più romano e non sembra l’appellativo di uno che sbava dietro le gonnelle) e diventa il migliore amico di Anco Marzio, il re dell’epoca. Tanto è bravo a farsi voler bene che alla morte del sovrano i Romani, invece di scegliere uno della famiglia reale, eleggono lui.
Le grandi opere di Tarquinio Prisco
Tarquinio parte subito in quarta: costruisce grandi opere, migliora l’esercito e porta a Roma il lusso etrusco. Se siete fan di “Ben Hur” o di “Those About to die” dovete in qualche modo ringraziare lui, che fa erigere il Circo Massimo, destinandolo come sede permanente delle corse dei cavalli.
Poi arriva il suo capolavoro: la Cloaca Maxima, la fogna più famosa dell’antichità. Grazie a lui, Roma smette di essere una palude puzzolente e diventa una città degna di questo nome.

Tarquinio Prisco consulta Atto Nevio, Sebastiano Ricci
La congiura e il ruolo di Tanaquil
Ma non è tutto oro quello che luccica. Tarquinio ha un problema: i figli di Anco Marzio non hanno preso bene il fatto che lui abbia “rubato” il trono del padre. E aspettano il momento giusto per vendicarsi.
Un giorno, mentre il re sta uscendo in pompa magna, viene aggredito alle spalle. Lo colpiscono a morte e scappano, convinti di aver sistemato tutto. Ma non hanno fatto i conti con Tanaquil, signora del sangue freddo e del problem solving.
La regina, invece di piangere e strapparsi le vesti, dice alla folla che Tarquinio sta benissimo, ha solo bisogno di riposare, e nel frattempo mette sul trono il genero, Servio Tullio.
Insomma, una mossa da vera regista politica.