Origini e storia delle Olimpiadi antiche: dalle gare di Zeus a Teodosio

Origini e storia delle Olimpiadi antiche: dalle gare di Zeus a Teodosio

5 Settembre 2025 Off di Anna Maria Pierdomenico

Secondo la tradizione, il 22 giugno de 776 a.C. si tennero i primi Giochi olimpici antichi.

Le Olimpiadi erano un evento di grande importanza per gli antichi Greci e facevano parte di un ciclo più ampio di giochi panellenici che si svolgevano in diverse città-stato. La partecipazione era riservata ai cittadini greci maschi liberi, erano quindi esclusi gli schiavi, i barbari, gli assassini, i sacrileghi e le donne.

Olimpia e il legame con Zeus

Le Olimpiadi antiche prendono il nome dalla città di Olimpia, situata nella regione dell’Elide nella Grecia occidentale. Secondo la mitologia greca, era il luogo dove il dio Zeus avrebbe combattuto e vinto i Titani, tanto che vi sorse un gigantesco tempio dedicato al padre degli dei, dominato dalla monumentale statua di Fidia.
Una tradizione vuole che gli dei abbiano istituito le Olimpiadi proprio per commemorare la vittoria di Zeus.

I miti sulle origini dei Giochi

La prima menzione dei giochi sportivi nella letteratura greca risale all’Iliade, in cui vengono descritti i giochi funebri organizzati da Achille per onorare la memoria di Patroclo.

Il poeta Pindaro, vissuto nel V secolo a.C. ci racconta alcuni miti sulle origini dei giochi. Uno riguarda la corsa di quadrighe da Pisa (no, non quella della torre) a Corinto svoltasi tra il re Enomao e Pelope con, in palio, la mano della giovane figlia del sovrano – le donne non potevano partecipare ai giochi ma potevano essere regalate come prosciutti alla lotteria di San Ceppato. Un’altra versione vuole che i giochi furono istituiti all’interno del sacro recinto dove fu sepolto Pelope (colui che diede il proprio nome all’intera penisola del Peloponneso). Una terza versione pindarica narra che il fondatore dei giochi sia stato Eracle, dopo aver ripulito le stalle di Augia.

Quello che sappiamo a livello storico, è che durante la civiltà micenea (1700-1200 a.C.) pugilato e lotta passarono da Creta al continente, divenendo rapidamente discipline tra le più popolari.

Olimpia - frontone del tempio

Olimpia – frontone del tempio

Le discipline introdotte nelle Olimpiadi antiche

All’inizio, le Olimpiadi consistevano in una sola gara, lo stadion, una corsa di circa 192 metri. Il primo vincitore fu Koroibos, giovane cuoco di cui si conosce il nome grazie allo storico Timeo. Fu in quell’occasione che si iniziò a stilare per la prima volta l’elenco dei vincitori.

Col passare del tempo furono introdotte nuove discipline come il salto in lungo, il salto in alto, il lancio del disco, il lancio del giavellotto, la lotta e il pugilato. Le gare di pugilato erano particolarmente violente e i partecipanti spesso subivano ferite gravi o addirittura la morte. Nel 648 a.C. venne aggiunta la corsa dei carri.

La tregua olimpica e l’importanza storica

Le Olimpiadi antiche erano un’occasione per dimostrare abilità atletiche, ma anche per celebrare l’unità e la pace tra le diverse città-stato greche. Durante i Giochi infatti, tutte le città-stato si impegnavano a rispettare una tregua olimpica, che garantiva la sicurezza dei partecipanti e degli spettatori che si recavano ad Olimpia.

L’importanza dei giochi era tale che il tempo tra un’edizione e l’altra era utilizzato come riferimento cronologico dagli storici greci. Questo periodo di quattro anni, noto come olimpiade, divenne un’unità di misura del tempo.

Olimpia - stadio

Olimpia – stadio

La fine delle Olimpiadi antiche

Le Olimpiadi antiche continuarono ad essere celebrate fino al IV secolo d.C., quando l’Imperatore romano Teodosio proibì tutti i giochi pagani, inclusi quelli olimpici. Non sia mai che il cristianesimo delle origini lasciasse sopravvivere qualcosa di bello.

Anche il tempio di Zeus e la grande statua del dio realizzata da Fidia erano destinate alla distruzione. Quest’ultima, all’inizio del V secolo, fu portata a Costantinopoli per ordine di un funzionario che amava l’idea di salvarla dall’abbandono e di tenerla per sé, ma un incendio – da far risalire forse all’editto di Teodosio che intimava la demolizione di luoghi e simboli pagani – distrusse la statua nel 475. Olimpia e il suo tempio dedicato a Zeus furono devastati da un terremoto nel 551 d.C.

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