Maria Stuarda, regina di Scozia

Maria Stuarda, regina di Scozia

13 Agosto 2025 Off di Anna Maria Pierdomenico

Martedì 8 febbraio 1587, Castello di Fotheringhay.
Maria Stuarda, regina di Scozia, stava per affrontare il suo destino. Seduta su un freddo pavimento di pietra, circondata da pochi fedeli, la sua figura esile tradiva il peso di anni di prigionia e tormento. Un tempo regina di un regno in tumulto, ora non era che una prigioniera condannata, in attesa dell’esecuzione voluta da sua cugina, Elisabetta I, regina d’Inghilterra.

Infanzia e ascesa al trono

Nata nel dicembre 1542, Maria aveva appena sei giorni quando ereditò la corona di Scozia, alla morte improvvisa di suo padre, il re Giacomo V. Cresciuta nella corte francese, dove fu educata come una regina, Maria sposò Francesco II di Francia nel 1558, diventando brevemente regina consorte di Francia. Ma il sogno francese svanì presto: Francesco morì solo due anni dopo, lasciando Maria vedova a 18 anni.

Nel 1561, Maria tornò in Scozia per rivendicare il suo trono. La Scozia, tuttavia, era un regno diviso, scosso dalla Riforma protestante e dalla tensione con l’Inghilterra. Pur essendo cattolica in una nazione sempre più protestante, Maria cercò di governare con saggezza e pragmatismo. Ma il suo regno fu segnato da complotti, intrighi e scandali personali.

Maria, regina di Scozia - François Clouet

Maria, regina di Scozia – François Clouet

Il matrimonio con Lord Darnley

Nel 1565, Maria sposò il suo cugino inglese, Lord Darnley, una scelta che si rivelò fatale. Darnley si dimostrò presto un uomo violento e ambizioso, e il loro matrimonio deteriorò rapidamente. Quando Darnley fu assassinato nel 1567 in circostanze misteriose, molti sospettarono la stessa Maria di complicità. Pochi mesi dopo, si risposò con James Hepburn, conte di Bothwell, l’uomo considerato da molti il vero assassino di Darnley. Questo matrimonio scandaloso alimentò la rivolta dei nobili scozzesi, e Maria fu costretta ad abdicare in favore di suo figlio, Giacomo VI.

La prigionia in Inghilterra

Fuggita in Inghilterra nel 1568, cercò rifugio presso Elisabetta I, ma trovò solo una lunga prigionia. Elisabetta, benché sua cugina, la vedeva come una minaccia al suo trono, dato che molti cattolici la consideravano la legittima regina d’Inghilterra. Per 19 anni, Maria fu tenuta in vari castelli, mentre complotti e cospirazioni per liberarla si moltiplicavano.

Nel 1586, uno di questi complotti, noto come congiura di Babington, fornì a Elisabetta il pretesto per condannare Maria a morte. Nonostante Maria abbia sempre negato ogni coinvolgimento, fu giudicata colpevole di tradimento.

Legami di parentela tra le dinastie Tudor e Stuart

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L’esecuzione e l’eredità

L’8 febbraio 1587, il giorno dell’esecuzione, Maria si presentò con dignità, indossando un abito scarlatto, il colore dei martiri cattolici. Prima di inginocchiarsi al ceppo, recitò preghiere in latino e chiese misericordia per le anime dei suoi nemici. Con un solo colpo, la lama mise fine alla sua vita, ma non al suo mito. La sua morte, che avrebbe dovuto garantire la sicurezza del trono di Elisabetta, contribuì invece a cementare l’eredità di Maria come martire cattolica e una delle figure più tragiche della storia britannica.

Maria fu sepolta nella Cattedrale di Peterborough, ma nel 1612 suo figlio, Giacomo VI di Scozia e I d’Inghilterra, fece traslare i suoi resti a Westminster Abbey, dove riposa ancora oggi, vicina alla sua nemica e cugina, Elisabetta I.

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