Marina Raskova e le “Streghe della Notte”

Marina Raskova e le “Streghe della Notte”

“… la guerra significa sempre morte, sangue, rovina; la donna invece è stata creata per dare la vita. È proprio per difendere la vita noi abbiamo accettato di andare in guerra. Abbiamo amato i nostri apparecchi come, in seguito, abbiamo amato i nostri figli…”

Marina Raskova

Marina Raskova è stata un’aviatrice russa – detta anche la Amelia Earhart sovietica – che durante la Seconda Guerra Mondiale ha fondato tre reggimenti aerei femminili che sarebbero stati decisivi per le sorti della Russia: per la loro abilità e la loro efficacia sarebbero state chiamate le Streghe della notte.

La futura aviatrice nacque a Mosca nel 1912 e si mostrò molto presto dotata in diversi campi, come la musica, le lingue e la chimica. Il suo sogno era di diventare una cantante d’opera, ma i problemi economici della sua famiglia conseguenti alla morte del padre la spinsero a studiare chimica.

Dopo il diploma, a diciassette anni, cominciò a lavorare in una fabbrica e si sposò. Due anni dopo venne assunta dall’Accademia dell’aviazione militare sovietica, dando presto inizio ad una straordinaria carriera: insieme ad altre aviatrici stabilì il record mondiale femminile di volo senza scalo (1937) e volò senza scalo da Mosca alla costa del Pacifico (1938).

Un Polikarpov Po-2, il tipo di aereo utilizzato dal reggimento –  https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4877389

Lo scoppio della guerra

Con l’invasione della Russia da parte della Germania nel 1941, Marina Raskova cercò di ottenere un incarico al fronte, ma, non riuscendovi, si unì al Comitato di Difesa del popolo. Lì scoprì che le donne pilota desiderose di combattere erano tantissime e quel potenziale non poteva assolutamente essere sprecato. La Raskova ottenne il permesso di formare tre reggimenti di donne aviatrici, il 586°, 587° e 588°, in cui anche tutto il personale ausiliario, perfino i meccanici, era di sesso femminile.

Giovanissime studentesse, molte tra i 16 e i 22 anni, lasciarono l’università e la famiglia per arruolarsi, trascorsero mesi di duro addestramento tecnico e fisico – in pochi mesi dovevano raggiungere la competenza che i colleghi maschi avevano ottenuto in vari anni – e per poi volare di notte, con aerei di legno, senza paracadute, anche 10 volte consecutive per bombardare un bersaglio o per soccorrere soldati circondati dalle forze nemiche.

Irina Sebrova, autrice del maggior numero di sortite

Le streghe della notte

Il primo raid fu portato avanti con successo l’8 giugno 1942 e da allora le incursioni continuarono a flagellare le postazioni tedesche, tanto che il comandante tedesco Johannes Steinhoff coniò per le sue componenti il soprannome di Streghe della notte (in tedesco Nachthexen).

Non ci capacitiamo del fatto che i piloti sovietici che ci stanno dando i più grossi problemi siano donne. Non temono nulla, vengono di notte a tormentarci con i loro obsoleti biplani e non ci fanno chiudere occhio per molte notti”, furono le sue parole.

Marina Raskova e le sue “streghe” tolsero il sonno ai tedeschi adottando diverse strategie, volte anche a compensare la scarsità dei loro mezzi. Una tecnica fu quella del volo radente fino alla prossimità dell’obiettivo, per poi alzarsi rapidamente in quota e scendere in picchiata sul bersaglio, un’altra fu quella di utilizzare tre arei, di cui due fungevano da esca mentre il terzo attaccava. Altre volte si avvicinavano alle postazioni nemiche con il motore al minimo per non farsi notare.

“Di sera arrivavano la benzina e le bombe e tutta la notte eravamo impiegate a bombardare. Le nostre mani e le nostre gambe gelavano, le giacche di pelliccia non riuscivano a scaldarci. Eppure, durante le soste in aeroporto si scherzava, si rideva… chi suonava il piano, molte scrivevano diari. Le mie compagne erano ragazze belle, intelligenti, che amavano sognare”.

Marina Raskova

L’epilogo

Il sogno di Marina Raskova si infranse il 4 gennaio 1943, quando, durante una tempesta di neve, la pattuglia che lei comandava si schiantò contro una scogliera. Nessuno sopravvisse. All’aviatrice furono riservati i funerali di stato e i suoi resti vennero inumati nel muro del Cremlino.

La sua unità prese il nome di “125º Stormo Cacciabombardieri in picchiata Marina M. Raskova”.

Il reggimento delle “Streghe della notte” è stato il più decorato di tutta l’aeronautica russa.

 

Una busta sovietica del 1982 per commemorare il 40° anniversario della fondazione del reggimento.

Scopri le donne pioniere

Alice Ball, l’oltraggio e la beffa

Mary Shelley e la nascita di Frankenstein

Giovanna Milli, la poetessa abruzzese che incantò l’Italia

Amelia Earhart, la pioniera del volo

Kathrine Switzer, la prima maratoneta di Boston

Malala Yousafzai e i diritti delle bambine

Isadora Duncan verso la gloria

Gigliola Staffilani, il genio matematico che viene dall’Abruzzo

Junko Tabei, la conquistatrice dell’Everest

Grace Kelly, il “ghiaccio bollente” di Hollywood

Tina Anselmi, la madre del Sistema Sanitario Nazionale

Lina Merlin, la prima senatrice della Repubblica Italiana

Mae West, la prima sex symbol di Hollywood

Caroline Mikkelsen e Ingrid Christensen, le pioniere dell’Antartide

Beatrice Cenci, che osò ribellarsi al suo aguzzino

Italia Donati e il peso della calunnia

Rosmunda, che bevve al calice della vendetta

Frida Kahlo, una vita nella burrasca

Artemisia Gentileschi, quando l’arte riscatta la sofferenza

Rosalind Franklin, la scienziata che per prima vide il DNA

Beatrix Potter, l’illustratrice e naturalista rifiutata dalla Linnean Society

Lavinia Fontana, la Pontificia Pittrice

Tamara de Lempicka, la regina dell’Art Déco

Saffo, la decima musa

Katharine Hepburn, il veleno per il botteghino

Eleonora di Arborea e la Carta de Logu

Lola Di Stefano, l’eroica insegnante

Sabina Santilli e la lega del filo d’oro

Marlene Dietrich, l’angelo azzurro

Filomena Delli Castelli, un’abruzzese alla Costituente

Paolina Bonaparte, la Venere Vincitrice

Jacqueline Kennedy, l’indimenticabile first lady

Ada Lovelace, l’incantatrice di numeri

Nettie Stevens e la determinazione cromosomica del sesso

Greta Garbo, la fata severa

Marie Curie, la prima donna a vincere il Nobel

Sissi, la vera storia di Elisabetta di Baviera

Agatha Christie, la scrittrice che sparì per dieci giorni

Tiny Broadwick, la donna che sfidò la gravità

Scopri le  Donne Killer

Giulia Tofana, la signora del veleno

Lizzie Borden ha preso un’accetta

Lavinia Fisher, la serial killer in abito da sposa

Leonarda Cianciulli, la saponificatrice di Correggio

Aileen Wuornos, the monster

Erzsébet Báthory, la contessa Dracula

Lizzie Halliday, una vedova nera nella New York di fine ‘800

La lunga scia di sangue di Belle Gunness

Scopri le curiosità

Emilio Salgari, il padre italiano dell’avventura

Anna di Clèves, la “buona sorella del re”

Jules Verne e i Viaggi Straordinari

Charlotte de Berry, la piratessa tra verità e leggenda

Diabolik e il delitto di via Fontanesi

New Orleans, 14 marzo 1891: Il linciaggio degli italiani

Jack Lo Squartatore: chi erano le sue vittime?

Il Bazar de la Charité e il sogno infranto della Belle Époque

Oetzi, la mummia di Similaun

Halloween: la nascita di una tradizione

Epifania: le origini della tradizione

San Valentino: com’è nata la festa degli innamorati?

Pasqua: le curiosità che forse non conosci

Natale: dal Sol Invictus alla tradizione cristiana

Evelyn Hooker, l’OMS e la cancellazione dell’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali

Anne Perry, la giallista che visse due volte

Vermeer e “La Lettera d’Amore” rubata

Edward Jenner, il padre dell’immunizzazione

0 Condivisioni