Rosalind Franklin, la scienziata che per prima vide il DNA

Rosalind Franklin, la scienziata che per prima vide il DNA

20 Novembre 2020 0 di Anna Maria Pierdomenico

Rosalind Franklin è la scienziata che con i suoi studi ha portato a conoscere la struttura del DNA. Su di essi si basarono Watson e Crick per arrivare alla scoperta della doppia elica, ma alla Franklin non fu mai dato alcun merito, rendendola il simbolo delle ricercatrici messe in ombra solo perché donne.

La bisbetica Rosy

Come sapete, le leggende narrano che io e Francis abbiamo rubato la struttura ai ricercatori del King’s. Mi avevano mostrato il difrattogramma ottenuto ai raggi X da Rosalind Franklin: wow! Era un’elica! Ed ecco che un mese dopo avevamo la struttura; Wilkins non avrebbe mai dovuto mostrarmi la foto“. Così disse Watson cercando di difendersi – poco efficacemente – dalle accuse di non aver reso giustizia al lavoro di Rosalind Franklin. Nel suo libro La doppia elica (1968), lo scienziato aveva addirittura attaccato la collega dal punto di vista personale, definendola “bisbetica” (termine che non si sentiva dai tempi di Shakespeare) e sottolineando quanto lei non fosse attraente. Ovviamente questo non aveva migliorato la sua posizione e gli aveva procurato l’ulteriore accusa di essere un misogino e di continuare a accanirsi contro una rivale morta ormai da dieci anni.

Rosalind Franklin_(1920-1958)

Da Londra a Cambridge

Rosalind nacque il  25 luglio 1920 a Londra, da una famiglia benestante di origine ebraica. A 9 anni cominciò a studiare presso la Lindores School for Young Ladies, mostrandosi da subito versata nella matematica e nella scienza, discipline che continuerà ad approfondire con entusiasmo durante tutto il suo percorso scolastico. L’ascesa di Hitler e l’annessione dell’Austria del 1938 turbarono la sua tarda adolescenza, in quanto i suoi genitori furono improvvisamente fagocitati dall’assistenza ai rifugiati ebrei che si stavano riversando in Inghilterra.

La Franklin decise di dedicarsi completamente allo studio e fece domanda all’Università di Cambridge. Nel celebre ateneo ebbe occasione di conoscere Lawrence Bragg, premio Nobel per la fisica per i suoi studi sulla struttura dei cristalli, osservata per mezzo dei raggi X.

Rosalind_Franklin al microscopio (1953) – Di MRC Laboratory of Molecular Biology – From the personal collection of Jenifer Glynn., CC BY-SA 4.0,

Franklin versus Wilkins

Laureatasi nel 1941, ottenne un posto di assistente presso la British Coal Utilization Research Association, dove studiò la struttura delle molecole del carbone e della grafite. In seguito si spostò a Parigi, dove di specializzò nella tecnica della diffrazione a raggi X. Seguendo il consiglio di Dorothy Hodgkin – che avrebbe preso il premio Nobel per la chimica nel 1964 – Rosalind Franklin tornò nella capitale inglese per creare una sua unità di cristallografia a raggi X presso il Wheatstone Physics Laboratory del King’s College, diretto da Maurice Wilkins.

I rapporti con Wilkins si inasprirono velocemente: lo scienziato, che stava studiando la struttura del DNA, era poco esperto di cristallografia – e poco incline a imparare da una donna – e pretendeva che Rosalind condividesse con lui ogni risultato. Al netto rifiuto di lei se ne lamentò con altri due scienziati: Francis Crick e James Watson, che lavoravano al laboratorio Cavendish di Cambridge.

La fotografia 51

Nel frattempo gli studi della Franklin continuavano, fornendo risultati sempre più incoraggianti. Wilkins, che probabilmente non era  disposto a perdonarle quel successo, mostrò i suoi appunti a Watson e Crick. Basandosi su quei documenti, i due scienziati realizzarono il primo modellino di DNA, che tuttavia conteneva degli errori.

Fotografia 51 (Raymond Gosling King’s College London)

Nel 1952 gli esperimenti di Rosalind, effettuati insieme al suo assistente Raymond Gosling, la portarono finalmente ad osservare la struttura ad elica del DNA, immortalata su quella che sarebbe passata alla storia come la Fotografia 51. Nonostante i suoi successi la Franklin decise di lasciare il King’s per trasferirsi al Birkbeck’s College. Wilkins ne approfittò per appropriarsi dei suoi meriti e per mostrare la fotografia 51 a Watson e Crick, che si basarono su di essa per perfezionare il loro modello di DNA. Nel 1953 i tre scienziati pubblicarono le loro conclusioni sulla rivista Nature, senza riconoscere l’apporto della collega.

Il virus del mosaico del tabacco e la poliomielite

Rosalind Franklin, apparentemente incurante dei mancati riconoscimenti, si dedicò a nuovi studi. Al Birkbeck’s si concentrò sul virus del mosaico del tabacco, responsabile di una gravissima patologia che colpisce le piante, creando ingenti danni all’agricoltura. Qui si ritrovò finalmente in ambiente in cui era apprezzata, a livello umano e professionale, e la sua carriera decollò sempre più.

Durante un viaggio nel Stati Uniti, però, la Franklin fu colpita da forti dolori addominali. Al suo ritorno a Londra fu ricoverata in

Doppia elica del DNA

ospedale e le fu diagnosticato un tumore ovarico in stadio avanzato.  Si sottopose ad un’operazione chirurgica, dopo la quale continuò a lavorare, soprattutto sul virus della poliomielite.

La malattia la portò via il 15 aprile del 1958, ancor prima di compiere 38 anni.

Nel 1962 Wilkins, Watson e Crick ottennero il premio Nobel per la medicina per la scoperta della struttura del DNA. Nel discorso seguito alla premiazione Rosalind Franklin non fu mai menzionata. Dei tre, solo Crick aveva dichiarato in precedenza:  “I dati che ci hanno aiutato in modo imprescindibile a risalire alla struttura sono stati ottenuti in buona parte da Rosalind Franklin, deceduta qualche anno fa.”

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