Museo Egizio di Torino: la tomba di Kha e Merit e i tesori dell’antico Egitto
Il Museo Egizio di Torino, fondato nel 1824, è il più antico museo al mondo dedicato interamente alla civiltà egizia e uno dei più importanti a livello internazionale, secondo solo a quello del Cairo per ampiezza e rilevanza delle collezioni. Il patrimonio conservato è il risultato di campagne di scavo, acquisizioni e donazioni, tra cui spiccano quelle legate alle missioni archeologiche italiane in Egitto tra XIX e XX secolo.
La collezione copre oltre 4.000 anni di storia e comprende statue monumentali, papiri, sarcofagi, mummie e oggetti di uso quotidiano, offrendo una visione completa della società egizia, dalle élite ai contesti più domestici.
Il percorso espositivo
Il percorso si sviluppa su più piani secondo un criterio cronologico e tematico: dalle prime dinastie faraoniche fino all’epoca tolemaica e romana. Gli allestimenti moderni, caratterizzati da ampie vetrine e illuminazione calibrata, permettono una lettura chiara dei reperti, mentre apparati didattici e ricostruzioni contestualizzano oggetti e pratiche culturali.

La tomba di Kha e Merit
Tra i nuclei più significativi del museo si distingue la tomba intatta di Kha e Merit, scoperta nel 1906 a Deir el-Medina dall’egittologo Ernesto Schiaparelli. Si tratta di uno dei rarissimi esempi di sepoltura non violata giunti fino a noi, appartenente a una coppia dell’élite amministrativa del Nuovo Regno.
Kha era un architetto e capo cantiere al servizio del faraone Amenofi II, mentre Merit era sua moglie. Il corredo funerario, straordinariamente completo, comprende oltre 500 oggetti: mobili, letti, sedie, casse lignee, vasi per alimenti, tessuti, strumenti di lavoro e oggetti personali. Questa ricchezza permette di ricostruire con grande precisione non solo le pratiche funerarie, ma anche la vita quotidiana di una famiglia agiata dell’epoca.
Di particolare rilievo sono i sarcofagi antropoidi in legno decorato, tra cui quello di Merit, rivestito in foglia d’oro e caratterizzato da una raffinata resa dei dettagli iconografici. Accanto ai sarcofagi sono esposte le mummie, ancora avvolte nei bendaggi originali.
Il corredo comprende anche papiri con testi funerari, tra cui formule tratte dal Libro dei Morti, strumenti da lavoro che testimoniano il ruolo professionale di Kha e un ricco insieme di oggetti per la cura del corpo: cofanetti, ampolle per unguenti, specchi e utensili cosmetici. La presenza di alimenti e offerte funerarie, in parte conservati, completa il quadro delle credenze legate alla vita nell’aldilà.

Maschera funeraria di Merit
Le sale monumentali
Al piano terreno si trovano due grandi sfingi, disposte secondo un allineamento che richiama i viali processionali dei templi egizi. Nello stesso spazio sono collocate numerose statue della dea Sekhmet, realizzate in granito nero e caratterizzate dalla tipica iconografia leonina.
Da qui si accede alla Galleria dei Re, uno degli ambienti più scenografici del museo: una lunga sala in cui statue monumentali di faraoni e divinità sono disposte su file parallele, creando un forte impatto visivo e restituendo il senso della monumentalità dell’arte egizia.

Statua di Ramses II