Mary Celeste, la nave fantasma
Il 4 dicembre 1872, il brigantino Mary Celeste fu avvistato alla deriva nell’Oceano Atlantico, circa 6000622 miglia a est delle Azzorre. La nave, partita da New York e diretta a Genova con un carico di alcol industriale, era intatta ma deserta. Dell’equipaggio, composto da sette marinai, il capitano Benjamin Briggs, sua moglie Sarah e la loro figlioletta Sophia, non vi era alcuna traccia.
Una nave intatta e inspiegabilmente deserta
Ciò che la rendeva inquietante non era solo l’assenza di segni evidenti di conflitto, ma anche l’ordine che regnava a bordo: gli effetti personali erano al loro posto, e la stiva risultava integra. L’unico elemento anomalo era una scialuppa mancante, segno che l’equipaggio aveva abbandonato la nave. Ma perché farlo in mare aperto, lasciando un’imbarcazione perfettamente navigabile? La risposta a questa domanda ha alimentato speculazioni per oltre un secolo.

Incisione della Mary Celeste, nello stato in cui si trovava al momento del ritrovamento, senza l’equipaggio. Sono osservabili le condizioni della velatura
Ipotesi e spiegazioni sul destino dell’equipaggio
Le ipotesi abbondano: alcune puntano su un’esplosione accidentale causata dai vapori di alcol che avrebbero spinto l’equipaggio a fuggire per poi non riuscire a tornare; altre suggeriscono un attacco di pirati, sebbene la mancanza di danni o saccheggi lo renda improbabile. C’è chi ha immaginato fenomeni sovrannaturali, da incontri con UFO a mostri marini, per spiegare una vicenda così inspiegabile.
La realtà potrebbe essere più semplice ma non meno tragica: una combinazione di errori, panico e condizioni meteo imprevedibili potrebbe aver condotto l’equipaggio a un destino fatale. Tuttavia, senza prove definitive, il caso della Mary Celeste rimane uno dei più grandi enigmi marittimi della storia.