L’eco di Ulisse nella grotta di Sperlonga

L’eco di Ulisse nella grotta di Sperlonga

24 Dicembre 2025 Off di Anna Maria Pierdomenico

Il Parco Archeologico di Sperlonga si colloca lungo l’antica via Flacca, asse strategico di collegamento costiero tra Terracina e Gaeta, già frequentato in età repubblicana.

La villa di Tiberio

Il sito si sviluppa attorno ai resti della villa dell’imperatore Tiberio, costruita tra la fine del I secolo a.C. e i primi decenni del I secolo d.C., affacciata su un’insenatura naturale che include una grotta, la spelunca che ha dato nome al luogo.
La residenza era una delle numerose ville marittime imperiali del Tirreno centrale, concepite come luoghi di otium ma anche di rappresentazione del potere. La grotta naturale venne integrata architettonicamente nella villa, con interventi di canalizzazione dell’acqua, pavimentazioni e strutture murarie che ne modificarono l’aspetto originario.

Grotta di Tiberio - Sperlonga

Grotta di Tiberio – Sperlonga

Ulisse e i gruppi scultorei mitologici

Tiberio, a cui di certo non mancava un gusto ricercato, fece trasformare la grotta in una sala da pranzo scenografica, decorata con spettacolari gruppi scultorei ispirati ai miti di Ulisse: l’accecamento di Polifemo, il furto del Palladio da Troia, la fuga dalla grotta del ciclope e la lotta con Scilla, un mostro marino in forma di donna-serpente che strazia i compagni di Ulisse.
Queste sculture, realizzate in marmo e attribuite a maestranze greche di età ellenistica attive a Roma, erano collocate in punti precisi della grotta, in dialogo con l’acqua e con la luce, secondo un programma iconografico unitario. Ulisse, eroe dell’ingegno e della sopravvivenza, era una figura particolarmente cara all’aristocrazia romana, che vi riconosceva un modello di astuzia politica e resistenza al caos.

Ganimede e il linguaggio del potere

In alto, sul pendio che sovrasta la grotta, compare anche un gruppo con Ganimede rapito dall’aquila di Zeus. Il mito, legato all’ascesa al cielo e al favore divino, rafforzava il messaggio simbolico dell’intero complesso, alludendo al rapporto privilegiato tra l’imperatore e la sfera del sacro, secondo una lettura tipica della propaganda imperiale.

Architettura, natura e residenza imperiale

La villa, in parte franata già in epoca romana, si estendeva su terrazze affacciate sul mare, con ambienti termali, portici, giardini e un ninfeo alimentato dalla sorgente della spelunca. Il complesso riflette il modello della residenza d’élite imperiale, dove natura, architettura e arte mitologica erano strettamente connesse.
Le indagini archeologiche hanno messo in luce sistemi idraulici avanzati e soluzioni architettoniche pensate per sfruttare il paesaggio costiero come elemento scenografico, trasformando la villa in un teatro del mito.

Gruppo di Polifemo - Museo di Sperlonga

Gruppo di Polifemo – Museo di Sperlonga

Il museo e la ricostruzione delle statue

Quel che resta delle sculture è esposto nel piccolo ma incredibile museo di Sperlonga, dove la scena è dominata da una ricostruzione del gruppo scultoreo di Polifemo. I frammenti furono rinvenuti casualmente nel 1957, durante lavori sulla via Flacca, e permisero di ricostruire uno dei cicli scultorei più complessi dell’arte romana di età imperiale.
Immaginare quelle statue ancora nella grotta, illuminate dalle lucerne, tra il riflesso dell’acqua e il rumore del mare, restituisce con forza l’idea di un luogo in cui mito, potere e paesaggio erano parte di un’unica, raffinata messa in scena.

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