Tullo Ostilio, il re guerriero che sfidò Giove

Tullo Ostilio, il re guerriero che sfidò Giove

28 Luglio 2025 Off di Anna Maria Pierdomenico

Dopo la morte di Numa Pompilio, il re che aveva garantito decenni di pace, sul trono sale quel tipaccio di Tullo Ostilio. Già dal nome, se ne capisce la personalità.

Tullo Ostilio e la passione per la guerra

Tullo, nato da una famiglia di antiche origini latine, non era uno che si facesse pregare per scendere in battaglia. Appena incoronato, punta subito a rafforzare il prestigio di Roma, che a suo parere si era un po’ intiepidito sotto la gestione “zen” di Numa.

“La pace? Bleah! – lo sentono esclamare mentre si esercita con la spada con una mano e fa sollevamento pesi con l’altra – Noi viriloni romani siamo nati per dominare!”

Il giuramento degli Orazi (1784), di Jacques-Louis David, Museo del Louvre

Il giuramento degli Orazi (1784), di Jacques-Louis David, Museo del Louvre

La guerra contro Alba Longa

E così, con questa filosofia, Tullo dichiara guerra ad Alba Longa, la città che fino a quel momento era stata una sorta di sorella maggiore per Roma.

Il duello degli Orazi e Curiazi

È proprio durante questo conflitto che si svolge la celebre vicenda degli Orazi e Curiazi, il duello tra fratelli di cui vi abbiamo già narrato. Quando l’ultimo Orazio sopravvive, Roma trionfa e Alba Longa diventa un semplice satellite della sua potenza.

Infine, quel simpaticone di Tullo decide che Alba non serve più: distrugge la città e deporta i suoi abitanti a Roma. Che tenerone!

Conquiste e attacchi: Sabini ed Etruschi nel mirino

Conquistata Alba, Tullo, a cui brucia il trono sotto le regali terga, non rallenta. Attacca i Sabini, gli Etruschi e chiunque osi mettere in dubbio l’autorità romana.

Per Tullo, la guerra non è solo necessaria, è uno stile di vita. Le cronache ci raccontano che fosse anche particolarmente disinteressato alla religione e che bestemmiava peggio di un Veneto. Questo atteggiamento, però, gli costerà caro.

Tullo Ostilio combatte Veienti e Fidenati, affresco di Cavalier d'Arpino

Tullo Ostilio combatte Veienti e Fidenati, affresco di Cavalier d’Arpino

La peste e l’ira di Giove

Un giorno, mentre Roma è alle prese con un’epidemia di peste, Tullo, disperato, decide di tornare sui suoi passi e compiere riti sacri per placare Giove.
Purtroppo, sembra che il re non fosse proprio un esperto liturgico: sbaglia i rituali e finisce per far infuriare ancora di più il dio.
La leggenda vuole che Giove, stanco di essere invocato a casaccio come fa Fantozzi con Excalibur, abbia risolto la questione nel modo più diretto possibile: colpendo Tullo con un fulmine.

Il regno di Tullo Ostilio viene ricordato come un periodo di grande espansione territoriale e rafforzamento militare, ma anche come un’epoca in cui Roma rischiò di dimenticare la sua tradizione religiosa.

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