Il castello di Rocca Calascio e il borgo di Santo Stefano di Sessanio

Il castello di Rocca Calascio e il borgo di Santo Stefano di Sessanio

3 Agosto 2022 Off di Anna Maria Pierdomenico

A pochi chilometri l’uno dall’altro, nel cuore del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, si stagliano fieri il castello di Rocca Calascio e il borgo di Santo Stefano di Sessanio.

Il castello di Rocca Calascio

Location di film come “Ladyhawke” e “Il nome della rosa” e ritenuto dal National Geographic uno dei più belli al mondo, il castello di Rocca Calascio domina l’antico borgo e l’abitato sottostante. L’edificio viene citato per la prima volta in un documento del 1380, tuttavia se ne fa risalire la fondazione a Ruggero II d’Altavilla, che ne promosse la costruzione intorno alla metà del XII secolo. Durante il Medioevo, vicino alla rocca sorse il borgo, che divenne parte della baronia di Carapelle e che si sviluppò ulteriormente nel XV secolo. In questo periodo la zona passò sotto il controllo della famiglia Piccolomini Todeschini e acquistò un ruolo di importanza più economica che militare.

Rocca vista dal basso

Dal rinascimento in poi…

Posta a circa 1500 metri sul livello del mare, vicina a Campo Imperatore e posizionata in modo strategico, la rocca faceva infatti parte di un sistema di fortificazioni che poteva controllare agevolmente le valli e i percorsi della transumanza. Nel 1579 il borgo e il castello vennero acquistati dalla famiglia fiorentina dei Medici. Il nucleo originale della costruzione è costituito dal maschio centrale, a cui sono state poi aggiunte una cerchia muraria e quattro torri d’angolo a base circolare.

https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=9447635

 

 

La rampa di legno che permette l’accesso sovrasta un fossato di circa cinque metri e in origine era retrattile. Nel 1703 La rocca fu danneggiata da un violento terremoto che quasi rase al suolo il borgo vicino e nei decenni successivi il castello fu pian piano abbandonato e andò in rovina. Tra il 1986 e il 1989, sull’onda del successo dei film che vi erano stati ambientati, il castello è stato soggetto a una serie di restauri e ora è visitabile gratuitamente.

Chiesa di Santa Maria della Pietà

Santo Stefano di Sessanio, un nido d’aquila tra le montagne abruzzesi

Santo Stefano di Sessanio è uno di quei luoghi che non possono lasciare indifferenti. Arroccato su un’altura e nominato a buon diritto come uno dei borghi più belli d’Italia, il paese conserva il suo impianto medievale fatto di case addossate e stretti vicoli. A dominare il borgo c’era un tempo una torre normanna, che insieme a quelle di Rocca Calascio,  Castel del Monte e  Castelvecchio Calvisio controllava la transumanza, i commerci e l’arrivo di eventuali invasori. Il nome deriva presumibilmente da un piccolo insediamento romano chiamato Sextantio e fu stabilito con un regio decreto nel 1863. Nel 1500 Santo Stefano di Sessanio fu venduta a Francesco de’ Medici che portò nell’architettura locale lo stile fiorentino, rappresentato dall’attuale torre medicea.

 

Torre Medicea

Il recupero

Nel corso dei secoli il luogo è stato spesso vittima di terremoti, ma è ancora ben conservato, grazie anche alla grande opera di recupero avviata dallo svedese Daniel Kihkgren, che, stregato dalla bellezza del paese, ha acquistato diverse abitazioni del centro storico e le ha fatte restaurare. È nato così un “albergo diffuso”, che ha reso Santo Stefano una ancor più suggestiva meta turistica. Il sisma del 2009 ha causato diversi danni, tra cui il crollo della torre medicea, la cui ricostruzione è terminata nel 2021.

Scorcio

La chiesa principale è situata fuori dalle mura ed è intitolata a Santo Stefano Martire. Si ipotizza che esistesse fin già dal XIII secolo, ma l’edificio che vediamo ora fu ricostruito dopo il terremoto del 1703. Tra le architetture civili, la più importante è il Palazzo del Capitano, residenza signorile dei Medici, situato nei pressi della bella Piazza Medicea.

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