Rosa Parks, la madre dei diritti civili

Rosa Parks, la madre dei diritti civili

Rosa Parks, nata in Alabama il 4 febbraio 1913, era segretaria della sezione di Montgomery della National Association for the Advancement of Colored People (NAACP) e frequentava la Highlander Folk School, in centro educativo per i diritti dei lavoratori e l’uguaglianza razziale.

Il coraggio di dire no

Il 1º dicembre 1955, Rosa, che stava tornando a casa in autobus dal lavoro, occupò un sedile nel settore dei posti comuni, in cui potevano sedere sia bianchi sia neri, ma in cui i primi avevano la precedenza.

Quando, dopo poche fermate, l’autista James F. Blake le disse di cedere il posto ad un passeggero bianco salito dopo di lei, la donna rifiutò gentilmente ma con fermezza.Il conducente fermò il mezzo e chiamò due poliziotti, che arrestarono Rosa Parks per condotta impropria e per aver violato le norme cittadine che obbligavano le persone di colore a cedere il proprio posto ai bianchi nel settore comune.

Il boicottaggio degli autobus

Quella stessa notte, cinquanta leader della comunità afroamericana, guidati da Martin Luther King, si riunirono per decidere come reagire all’accaduto. Il giorno seguente iniziò il boicottaggio dei mezzi pubblici di Montgomery. Per 381 giorni nessun nero, grazie anche all’aiuto dei tassisti e delle auto messe a disposizioni da privati, utilizzò i pullman e dozzine di autobus rimasero fermi finché non venne rimossa la legge che legalizzava la segregazione.

Un obiettivo raggiunto

Nel 1956 il caso di Rosa Parks arrivò alla Corte Suprema degli Stati Uniti, che decretò incostituzionale la segregazione sui mezzi pubblici dell’Alabama.
Rosa Parks, ricevute minacce di morte e non riuscendo più a trovare lavoro, fu costretta a lasciare Montgomery, ma non abbandonò mai la sua lotta per i diritti civili.
È morta a Detroit il 24 ottobre 2005.

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