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Omicidio al civico 7 – Recensione

Titolo: Omicidio al civico 7

Autore: Angelo Marenzana

Casa Editrice: Fanucci editore

ISBN: 9788866883845

Anno: 2020

Prezzo (€): 14.00

Omicidio al civico 7

Torna la rubrica delle mie piccole recensioni con “Omicidio al civico 7” di Angelo Marenzana, pubblicato per la collana Nero Italiano di Fanucci Editore.

Questa volta ho scelto uno dei miei generi preferiti in assoluto, il giallo, tanto più che  l’opera di Marenzana può pienamente ascriversi nel mio adorato sottogenere del giallo storico – pur se la vicenda è calata nella storia contemporanea, gli ultimi anni del fascismo, per essere precisi.

Marenzana è un autore alessandrino, attivo fin dagli ultimi anni Novanta nella narrativa e che ha scelto l’Abruzzo come suo buen retiro. Pur essendosi cimentato con buon successo in vari generi e periodi storici, la sua vera passione è raccontare l’Alessandria degli anni del fascismo, con un occhio lucido e realistico, sottilmente critico verso la sciagurata dittatura del Ventennio.

Il protagonista di “Omicidio al civico 7” è il commissario Augusto Maria Bendicò, già al centro de “L’uomo dei temporali” e l’anno scelto è il 1936, proprio nei giorni della proclamazione dell’Impero. Bendicò è un personaggio molto particolare, debitore in parte alla scuola gialla francese, in particolare a quella del maestro Simenon, a cui anche lo stile di Marenzana pare fare riferimento, pur con caratteristiche molto personali.

La vicenda scaturisce dal ritrovamento della bellissima Eleonora Picchio, giovane promessa canora della città. L’intreccio è quello classico del giallo, con la trama che si dipana agli occhi acuti di Bendicò e a quelli del lettore, man mano che si va avanti, passo per passo.

Il commissario, rimasto tragicamente vedovo da poco tempo, pare quasi sfruttare l’occasione dell’indagine per una sorta di rinascita personale, che lo porterà a una salutare trasformazione anche nell’approccio al grave lutto che lo ha colpito.

Va detto che, pur essendo la trama un meccanismo perfettamente congegnato, il giallo è anche un mezzo che Marenzana usa per parlare d’altro, di quello che gli sta a cuore.
Del protagonista, e della sua vicenda umana, innanzitutto; ma anche di un periodo storico così tragico e della vita quotidiana che la cittadinanza conduceva, oltre che della sua città, quell’Alessandria suggestiva e nebbiosa da cui affiorano una malinconia e un fascino perfettamente reso tra le pagine del libro.

“Omicidio al civico 7” è consigliato dunque sia agli amanti del giallo classico, che vi troveranno tutti gli elementi a loro cari, ma anche agli appassionati di storia, che potranno ricostruire la vita di provincia in un periodo oscuro della nostra nazione, che ancora oggi ne segna le vicende politiche e sociali.

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