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Anne Perry, la giallista che visse due volte

Per gli scrittori di gialli e thriller intingere metaforicamente la penna nel sangue è cosa consueta, ma non ci si aspetta mai che possano essere stati carnefici nel mondo reale. Eppure una scrittrice britannica – di culto per gli amanti del giallo classico – ha conosciuto il delitto ben prima che il suo romanzo d’esordio venisse dato alle stampe: allora si chiamava Juliet Hulme, ma il mondo l’avrebbe conosciuta come Anne Perry.

Christchurch, Nuova Zelanda, 22 giugno 1954

Anne Perry

Anne Perry

Era pomeriggio quando due ragazzine ansanti e ricoperte di sangue irruppero nella sala da tè di Agnes e Kenneth Ritchie e chiesero aiuto. La madre di una di loro, insieme a cui erano state in quel locale fino a poco tempo prima, era caduta e aveva sbattuto la testa. Kenneth le seguì nel parco e si trovò davanti il corpo orrendamente martoriato di Honorah Rieper. Le gravi lacerazioni a testa e volto e le ferite da difesa su braccia e mani erano più che esplicite e l’idea dell’incidente apparve subito ridicola. Fu il ritrovamento dell’arma del delitto, un mattone avvolto in una calza, a schiudere definitivamente il vaso di Pandora: Juliet Hulme, 15 anni,  e Pauline Parker, sedicenne, avevano assassinato la madre di quest’ultima, colpendola circa 20 volte.

Il Quarto Mondo

Juliet e Pauline erano creature affini, lo avevano capito appena si erano conosciute alla Girls’High School di Christchurch, in Nuova Zelanda.

Juliet Hulme e Pauline Parker

Juliet Hulme e Pauline Parker

La prima cosa che le aveva legate era il fatto che entrambe avessero una salute cagionevole, minata da malattie croniche, ma col tempo il loro rapporto si era evoluto e rafforzato, fino a diventare simbiotico.

Pian piano avevano cominciato ad allontanarsi dal mondo reale per rifugiarsi in quello di fantasia da loro creato, sui cui si dilettavano a scrivere racconti e pezzi teatrali. Le ragazze si erano costruite anche una propria religione basata sul Quarto Mondo, una dimensione parallela a cui potevano giungere solo grazie all’illuminazione spirituale determinata dalla loro amicizia. Col tempo il loro legame era divenuto sempre più ossessivo, tanto che le famiglie avevano cominciato ad essere preoccupate, sospettando che tra di loro di fosse un’attrazione di tipo sessuale – non dimentichiamo che negli anni ’50 l’omosessualità era ancora considerata una malattia mentale – tuttavia non le avevano divise.

Legami spezzati

Il dramma arrivò con la separazione dei genitori di Juliet, a seguito di cui quest’ultima si sarebbe dovuta trasferire.  Sia la madre che il padre avevano deciso di tornare a vivere in Inghilterra, anche perché quest’ultimo aveva problemi di lavoro, ma a causa della sua tubercolosi la ragazza sarebbe stata mandata a vivere da un zia in Sud Africa, dove il clima era più adatto alla sua salute.  L’idea della separazione era inaccettabile per le due amiche e chiesero che anche Pauline potesse partire. Gli Hulme – forse per temporeggiare – non si opposero all’idea, ma un ostacolo che andava rimosso con ogni mezzo continuava a permanere sulla strada delle due adolescenti: la madre di Pauline.

Il Boia di Cater Street

Il Boia di Cater Street

Il piano aveva preso forma in fretta, dopo aver simulato la morte accidentale di Honorah le due adolescenti sarebbero prima andate in Sud Africa come progettato, poi sarebbero fuggite negli Stati Uniti, dove si sarebbero mantenute scrivendo o lavorando nel mondo del cinema.

Il processo destò enorme scalpore, sia in virtù della giovanissima età delle colpevoli sia per le illazioni – sempre smentite – sulla loro omosessualità. Normalmente in casi simili sarebbe stata applicata la pena di morte, ma proprio per la loro giovinezza furono condannate a 5 anni di reclusione. Dopo il processo Juliet e Pauline non si rividero mai più.

Trascorsa la pena Pauline Parker assunse il nome di Hilary Nathan e dopo sei mesi di libertà vigilata decise di trasferirsi in Inghilterra. Non ha mai voluto parlare con la stampa, ma in una dichiarazione del 1996 resa attraverso la sorella ha dichiarato tutto il suo pentimento.

Da Juliet Hulme a Anne Perry

Anche Juliet partì per la Gran Bretagna e divenne assistente di volo. Unitasi alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, visse in seguito negli Stati Uniti, poi si stabilì in Scozia.

Locandina di "Creature dal Cielo"

Locandina di “Creature dal Cielo”

Nel 1979 uscì il suo primo romanzo, “Il Boia di Cater Street”, in cui diede vita non solo all’ispettore Thomas Pitt ma anche ad una nuova se stessa: Anne Perry.

La carriera letteraria di Anne è stata costellata da grandi successi e i suoi sono romanzi di culto per gli appassionati. In Italia sono state pubblicate decine di sue opere, oltre cinquanta delle quali nella collana Giallo Mondadori.

Dal 2017 la scrittrice vive ad  Hollywood.

L’omicidio di Honorah Rieper è alla base  di Creature del Cielo, film del 1994 di Peter Jackson, in cui Melanie Lynskey interpreta  Pauline Parker e Kate Winslet interpreta Juliet Hulme. Il fatto che Anne Perry e Juliet fossero la stessa persona fu rivelato alcuni mesi dopo l’uscita del film.

 

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