Beatrix Potter, l’illustratrice e naturalista rifiutata dalla Linnean Society

Beatrix Potter è stata un’illustratrice, scrittrice e naturalista britannica, ricordata soprattutto per i suoi libri illustrati per bambini.

L’infanzia

Beatrix Potter a 15 anni

Beatrix Potter a 15 anni

Quella di Beatrix Potter era una tipica famiglia vittoriana: i figli vivevano solo occasionalmente a contatto con i genitori, mentre erano le governanti a occuparsi della loro educazione e istruzione. Beatrix, di salute cagionevole, trascorse un’infanzia piuttosto solitaria, dedicando molta parte del suo tempo al disegno e alla pittura. Come era comune all’epoca vittoriana, i genitori, pur non scoraggiando la sua istruzione, riservarono al figlio maschio l’iscrizione a una prestigiosa scuola e il proseguimento degli studi a Oxford, mentre assicurarono alla figlia maggiore solo una formazione privata.

Dai 15 ai 30 anni, Beatrix tenne un diario, scritto in un codice da lei stessa inventato, pare per tenerlo lontano dagli occhi della madre, con cui non aveva un buon rapporto. Cesserà di scrivervi nel 1897, poi si dedicherà completamente agli studi di carattere scientifico e ai tentativi di pubblicare i suoi disegni.

A partire dal 1890, per guadagnare qualche soldo, Beatrix e il fratello iniziarono a creare e stampare biglietti di auguri di Natale e per altre occasioni speciali, usando come soggetti principali topi e conigli e distinguendosi per l’uso di uno stile del tutto personale. Un’impresa locale acquistò molti dei loro disegni, soprattutto quelli che rappresentavano Benjamin Bunny. Soddisfatta del proprio lavoro e del successo conseguito, decise di pubblicare un proprio libro di storie illustrate, offrendolo a un certo numero di editori di libri per bambini, senza però ricevere risposte positive.

Le scienze naturali

Agaricus campestris

La passione per la natura, per gli animali e per la pittura, fu quindi il tema conduttore della vita di Beatrix fin dall’infanzia. A partire dal 1890 i suoi interessi scientifici si spostarono sulla micologia. La incuriosivano molto i funghi per la varietà dei colori che presentavano. Grazie a suo zio, un noto chimico, Beatrix studiò le spore al microscopio e provò a coltivarle, produsse diverse illustrazioni e dipinti e annotò quando stava osservando. Le sue ricerche furono accolte con un certo scetticismo da parte della comunità scientifica, perché non faceva parte della cerchia ufficiale di studiosi, ma soprattutto perché era donna. Nel 1897 la sua teoria sulla germinazione delle spore di fungo On the Germination of the Spores of the Agaricineae, venne presentata alla Linnean Society, ma Beatrix non poté parteciparvi, perché la presenza a questi consessi era vietata alle donne. Il suo scritto non venne preso in seria considerazione, e in seguito Beatrix lo ritirò, probabilmente per modificarlo. Non venne mai pubblicato, e andò perduto. Circa un secolo dopo, nel 1997, la Linnean Society avrebbe espresse le sue scuse per il sessismo che aveva guidato la valutazione dei contributi scientifici femminili.

Nel 1967, il micologo WPK Findlay ha incluso nel suo Wayside & Woodland Fungi molti dei disegni di Potter, soddisfacendo così il desiderio della scrittrice di vedere i suoi lavori pubblicati. Le sue illustrazioni sono ritenute degne di attenzione per la loro bellezza e precisione, ma anche per l’aiuto fornito ai moderni micologi nell’identificare le varietà di funghi.

Il racconto di Peter Coniglio

Prima edizione di Peter Coniglio

La svolta nella carriera artistica di Beatrix Potter maturò lentamente. Lei utilizzò le lettere e il materiale illustrativo contenuto nella corrispondenza col figlio della sua ex governante – spesso malato – per realizzare il suo primo libro per bambini, dal titolo The Tale of Peter Rabbit. Il libro venne rifiutato da ben sei case editrici, ma Beatrix non si arrese e decise di stampare lei stessa 250 copie che riuscì a vendere in breve tempo. L’anno dopo, il 2 ottobre del 1902, il libro fu apprezzato e pubblicato dalla Frederick Warne & Company, che pose a Beatrix come condizione di realizzare illustrazioni a colori e non più in bianco e nero.

The Tale of Peter Rabbit fu innovativo per il mondo dell’infanzia; era stato realizzato in un formato piuttosto piccolo, adatto alle dimensioni delle mani dei bambini, mentre un’altra novità  era costituita dal prezzo ridotto: uno scellino. Potter inoltre si rifiutò di sottovalutare i bambini adoperando un linguaggio troppo semplice e superficiale, e decise di inserire anche qualche termine complesso e talvolta ricercato in ciascuno dei suoi libri, per favorire il loro apprendimento e suscitarne la curiosità.

Alla morte del padre nel 1914 Beatrix Potter, ormai diventata una donna ricca, persuase sua madre a trasferirsi nel distretto dei laghi dove trovò per lei una proprietà in affitto a Sawrey, che  successivamente abbandonò per una grande casa a Bowness, nella contea di Cumbria. Potter continuò a scrivere storie e a disegnare, soprattutto per il proprio piacere. Dall’inizio della sua collaborazione con l’editore Warne, pubblicò ogni anno due o tre piccoli libri, 23 in tutto. L’ultimo libro in questo formato fu una raccolta di filastrocche tradizionali pubblicata nel 1922. Alla fine degli anni venti scrisse dei libri per il pubblico americano: The Fairy Caravan.

La vita nella fattoria

Nel 1923 Beatrix acquistò una grande fattoria e divenne una dei più importanti allevatori di ovini nella contea, molto apprezzata dai pastori e dagli imprenditori agrari per la sua disponibilità a sperimentare gli ultimi rimedi biologici per le malattie comuni delle pecore.

Beatrix Potter

Potter si impegnò nella salvaguardia dell’ambiente dei terreni di sua proprietà, e alla sua morte li lasciò in eredità al National Trust; oggi costituiscono gran parte dell’area naturale protetta del Lake District National Park.

Nel 1942 fu la prima donna eletta come Presidente dell’associazione Herdwick Sheepbreeders, ma prima che potesse assumere la carica fu colpita da una gravissima polmonite che la portò alla morte il 22 dicembre 1943.

Dal 1º gennaio 2014 le opere originali di Beatrix Potter sono diventate di pubblico dominio in Europa e negli altri paesi in cui il copyright decade a 70 anni dalla morte dell’autore. I suoi 24 racconti sono stati tradotti in 35 lingue vendendo oltre 100 milioni di copie. Le sue storie sono state spesso utilizzate dal cinema, nella musica e nella danza. Dalla sua vita è stato anche tratto un lungometraggio, “Miss Potter”, con protagonista Renée Zellweger.

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