Mese: giugno 2020

Tiny Broadwick, la donna che sfidò la gravità

Georgia Broadwick, nota con il soprannome di Tiny Broadwick, è stata la prima donna paracadutista e l’inventrice del ripcord.

La bambola

Tiny Broadwick

Tiny Broadwick

Georgia nacque l’8 aprile 1893 in North Carolina e a causa della sua esile struttura fisica si guadagnò ben presto l’appellativo di Tiny (minuscola). Sposatasi appena dodicenne, l’anno successivo ebbe una figlia ma fu abbandonata dal marito. Per mantenersi cominciò a lavorare in un cotonificio, ma quell’occupazione non era destinata a durare a lungo. A 15 anni vide Charles Broadwick, un paracadutista di fama mondiale, lanciarsi da una mongolfiera e rimase folgorata.  Tiny decise di unirsi alla compagnia di paracadutisti di Broadwick e lo convinse ad accoglierla. Affidata la sua bambina ai propri genitori partì con l’uomo, di cui divenne in seguito la figlia adottiva (o secondo altri la moglie, la diatriba non si chiarì mai).

Tiny, presentata al pubblico come The Doll (la bambola), esordì lanciandosi da una mongolfiera il 28 dicembre 1908. Insieme alla compagnia di Broadwick si esibì poi in diverse fiere, guadagnando sempre più fama.

Il primo lancio da un aereo

Tiny Broadwick pronta al lancio

Tiny Broadwick pronta al lancio

Tra i suoi grandi successi il più noto è certamente quello di essere diventata la prima donna a paracadutarsi da un aereo. Il lancio ufficiale avvenne a Los Angeles il 21 giungo 1913, ma Tiny si era già lanciata l’anno precedente durante uno show al Grant Park di Chicago.

Nel 1914 fece una dimostrazione all’esercito, che ai tempi aveva una piccola flotta di aerei non troppo sicuri. I militari si mostrarono restii all’adozione dei paracadute, ma i lanci di Tiny Broadwick spazzarono via ogni resistenza. In quell’occasione Tiny inventò il ripcord, una componente dell’equipaggiamento per lo skydiving.

Pochi mesi dopo la paracadutista saltò nel lago Michigan, diventando la prima donna a lanciarsi in uno specchio d’acqua.

iny Broadwick con paracadute

Tiny Broadwick con paracadute

Nel 1916 sposò Harry Brown e interruppe il paracadutismo per quattro anni, ricominciando in seguito al divorzio avvenuto quattro anni dopo. Continuò a lanciarsi fino al 1922, poi smise per problemi alle caviglie.

Tiny Broadwick, pur non essendo una pilota, è stata una delle poche donne del Early Birds of Aviation

Nel 1964 ha donato un paracadute fatto a mano da Charles Broadwick allo Smithsonian Air Museum.

Tiny Broadwick è morta in California nel 1978 ed è stata sepolta nei Sunset Gardens a Henderson, nella Carolina del Nord.

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Non lo avevo considerato – Recensione

Non lo avevo considerato

Titolo: Non lo avevo considerato

Autore: Francesca D’Isidoro

Anno: 2018

ISBN: 9781980485087

Prezzo (Euro): 7,99 (Cartaceo); 0,99 (Kindle)

N. Pagine: 186

Non lo avevo considerato

Oggi per la mia rubrica di piccole recensioni mi avventuro in un terreno per me insolito e vi parlo di Non lo avevo considerato, il brillante e ironico romance di Francesca D’Isidoro.

Francesca è ormai una veterana del genere. Ha esordito con il libro L’amore non è per tutti, i cui diritti sono stati acquistati da Rizzoli per la collana “You Feel”, e in seguito ha pubblicato L’amore è per noi.

Non lo avevo considerato è il suo terzo romanzo e ci racconta la storia di Diletta e Francesco, due “anime affannate” deluse e disilluse che una sera si incontrano per caso. La chimica è subito evidente e i due trascorrono la notte insieme, ma nessuno di loro crede la cosa possa ripetersi. Diletta è ancora sanguinante per la storia col suo ex, che a pochi passi dall’altare l’ha abbandonata per una donna più abbiente, ma con cui ancora continua a vedersi. Francesco è nel pieno di un burrascoso divorzio, teme di perdere la figlia e l’azienda di famiglia di cui è tornato ad occuparsi dopo tanti anni di lavoro all’estero. L’uomo sa bene che legarsi a qualcuno significherebbe trascinarlo con sé nel torbido abisso in cui lui stesso è sprofondato, inoltre non è ancora in grado di fidarsi nuovamente del suo prossimo. Ovviamente il proposito di Diletta e Francesco di non rivedersi non ha fatto i conti con la sorte che deciderà altrimenti.

Il romanzo quindi si apre con un classico cliché di genere, tuttavia lo sviluppo della trama è tutt’altro che banale e scontato. La narrazione snella e scorrevole ci accompagna in un susseguirsi di situazioni imprevedibili ora commoventi ora divertenti  ora drammatiche. Una chicca è la narrazione “point of view”, questo è un romanzo a due voci in cui si alternano il punto di vista di Diletta e quello di Francesco, conferendo ai due personaggi ancora maggiore tridimensionalità. Menzione particolare meritano i comprimari, alcuni buffi altri inquietanti, che valorizzano i due protagonisti senza comunque perdere la loro spiccata personalità.

Non lo avevo considerato è un romanzo divertente e romantico da leggere tutto d’un fiato, che vi farà sorridere e imbronciare, ma che non vi farà di certo annoiare.

Francesca D’Isidoro ha di recente pubblicato il suo nuovo libro, Mi sono innamorata di tuo marito, e gestisce la pagina social Francesca D’Isidoro Autrice.

 

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La feluca con le ali – Recensione

La feluca con le ali

Titolo: La feluca con le ali

Autore: Moira Di Fabrizio

Casa editrice: Youcanprint

ISBN: 979-88-92631-67-0

Anno: 2017

Prezzo (Euro): 9,90

N. Pagine: 144

La feluca con le ali

Torniamo a parlare di poesia con la raccolta La feluca con le ali di Moira Di Fabrizio, scrittrice nata a Chieti.

Una cosa che condivido con l’autrice è la grande passione per l’egittologia, dimostrata in primis in Ankh, la chiave della vita, il romanzo d’esordio di Moira uscito nel 2014.
Anche la feluca citata nel titolo nasconde un omaggio alla cultura egiziana; si tratta infatti di un’antica imbarcazione spesso usata proprio sulle rive del Nilo. Il suo aspetto dà l’idea di fragilità, eppure si rivela al contempo sicura e robusta, così come lo stile delle liriche di Moira, autrice di una sensibilità quasi fuori dal nostro tempo. La silloge gravita attorno al grande tema dell’amore, reso con un’emotività scoperta e sincera, con assidui rimandi alla natura, dal mare alla terra, dalla pioggia al sole.

La silloge raccoglie le liriche che Moira Di Fabrizio scrive fin da giovanissima. Alcune delle poesie erano già state pubblicate in tre raccolte di poesie: “Tra nuvole e realtà” 2005; “Lo specchio delle mie emozioni” 2006; “Frammenti perduti” 2011.
Numerose sono però le composizioni inedite inserite in questa preziosa raccolta.

“La sua poesia è in bilico tra la materia e un orizzonte di sogni e speranza che l’autrice brama con potente forza emotiva.  Sono parole che ritengo perfette per descrivere la poesia di Moira, il suo essere poetessa. La poesia le appartiene, si percepisce. La poesia fa da ponte tra la realtà esterna e quella interiore. Se Moira non scrivesse poesie non avrebbe modo di farle combaciare, di essere presente nel mondo tangibile e di essere in contatto con quello interiore”. Sono le parole di Andrea Attilio Grilli, autore della prefazione, che ben inquadrano la poetica di Moira e la sua urgenza di comporre come modo di affrontare la vita.

Un volume quindi da custodire gelosamente, da leggere d’un fiato e da rispolverare per centellinare i delicati bozzetti poetici dell’autrice; un’ultima menzione alla bella copertina del volume, opera dell’artista Luna Noemi Mincone.

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Kate e il Regno Dimenticato: Amici e Nemici – Recensione

Kate e il Regno Dimenticato

Titolo: Kate e il Regno Dimenticato: Amici e Nemici

Autore: Silvia Banzola

Casa editrice: Edizioni Tabula Fati

ISBN: 978-88-7475-534-9

Anno: 2017

Prezzo (Euro): 17

N. Pagine: 232

Kate e il Regno Dimenticato

Oggi torno nel mondo del fantasy parlandovi del primo volume della serie “Kate e il Regno Dimenticato” di Silvia Banzola, dal titolo “Amici e Nemici”.

Siamo in una Vienna prenatalizia, in cui le luci delle insegne e degli addobbi si riflettono suggestivamente sulla neve. Per Kate, tuttavia, questa atmosfera di festosa attesa e di romanticismo è una pugnalata al cuore. Da due settimane la sua vita tranquilla è stata completamente sconvolta, il suo fidanzato Alex, poco dopo averle chiesto di sposarlo, è scomparso nel nulla. Per di più il suo unico sostegno, la sua migliore amica Angela, è via per la lavoro e non tornerà prima di diversi giorni. Mentre Kate si prepara a trascorrere il Natale in piena solitudine degli incubi strani e terribili cominciano ad affollare le sue notti e una serie di eventi bizzarri inizia a verificarsi. Un mattino addirittura trova uno sconosciuto addormentato sul suo divano, ma all’iniziale sgomento si sostituisce un’inspiegabile sensazione di fiducia, quasi come se conoscesse quell’uomo, Daniel, da tanto tempo.

Una sera, tornando a casa, la ragazza viene rapita e segregata in uno scantinato. Il capo dei suoi sequestratori le chiede insistentemente di consegnargli “la chiave”, ma Kate non sa a cosa il malvivente riferisca. Quando, dopo averla picchiata, l’uomo la lascia in balia di due sgherri la situazione sembra precipitare ulteriormente, ma una forza improvvisa arriva in suo soccorso.

Kate si risveglia sana e salva nella magione di famiglia, dove vive sua nonna Adele, una donna che nasconde l’amore e la preoccupazione per la nipote sotto una coriacea armatura. L’ava rivela alla ragazza l’esistenza di un mondo magico e perduto, Emmeltz, sul cui trono siede un crudele usurpatore. La legittima erede del regno è tuttavia Kate, che inoltre non è umana, ma è una strega. Lei dovrà addestrarsi per affrontare avversari inquietanti e dotati di enormi poteri per poter riprendere ciò che è suo e salvare i suoi genitori. Sarà l’inizio di un viaggio che porterà la protagonista a scoprire conoscenze dimenticate e luoghi sospesi tra realtà magia, ma soprattutto a scoprire se stessa. Ben prima dei nemici che l’attendono, Kate dovrà infatti fare i conti con le sua debolezze e con la propria impulsività.

Come accennato, la scelta dell’ambientazione è davvero particolare. Non siamo (ancora) in un mondo parallelo o alternativo, ma in una Vienna rilucente e festosa, che piano piano lascerà il passo a paesaggi aspri e montani in cui cominceranno a comparire creature magiche. Ben caratterizzati sono i personaggi, tra cui spicca – sarà per amore personale della figura del vampiro – l’enigmatico e crudele Anthony, sospeso tra la sua natura bestiale e il forte senso di lealtà per Kate.

Menzione speciale merita il gatto Cagliostro, il cui nome omaggia l’omonimo felino del film “Una strega in paradiso”, in cui una strepitosa Kim Novak usa i suoi poteri magici per concupire un affascinante editore interpretato da James Stewart.

“Amici e Nemici” è stato seguito nel 2018 dal volume “Gli eredi”, che mi ripropongo certamente di leggere.

Kate e il Regno Dimenticato: Amici e Nemici è un fantasy scorrevole e intrigante, in cui si miscelano alla perfezione originalità ed elementi classici del genere. Attendiamo trepidanti il terzo capitolo della saga.

 

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